Lettera a Raffaele Speranzon, Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia
domenica, 16 gennaio 2011
[In riferimento alla sua proposta di rimuovere libri sgraditi dalle biblioteche del Veneto.]
Gentile Assessore Speranzon
La sua proposta di rimuovere libri di autori sgraditi a lei e alla sua fazione politica dalle biblioteche del Veneto richiama le peggiori pratiche di dittature e oscurantismi di ogni epoca e paese.
Poiché lei è uomo di cultura, sono certo di non aver bisogno di ricordarle che uno dei suoi autori preferiti, Aleksandr Solženicyn, fu esiliato dal suo paese per i libri che aveva scritto.
Allo stesso modo, non ho motivo di dubitare che lei, come rappresentante delle istituzioni, ha ben chiari i pericoli posti alla libertà dell’uomo da uno Stato che si pone come giudice e censore delle idee che circolano tra i suoi cittadini.
Lei sa bene che Yukio Mishima e Marguerite Yourcenar, altri due autori che figurano nella lista dei suoi preferiti, erano omosessuali. Lei certamente rammenta che l’infame rogo di libri organizzato dai nazisti il 10 maggio del 1933 ebbe luogo in occasione della distruzione e del saccheggio dell’Istituto per la scienza della sessualità di Berlino che si era distinto, fra le altre cose, nella promozione dei diritti degli omosessuali.
Sicuro di farle cosa gradita, riporto una citazione da Memorie di Adriano:
“Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.”
Se i distruttori di libri avessero vinto, queste righe non esisterebbero più.
La invito a ritrattare la sua proposta. Chieda scusa. Chieda scusa ai suoi elettori, a tutti gli italiani e a se stesso.
Le porgo cordiali saluti e la autorizzo, nel caso volesse perseverare nella sua perversa e stupida presa di posizione, a candidarmi fra gli autori posti all’Indice.
In fede
Gregorio Magini







#1 — 17 gennaio 2011, 01:46
Cazzo, questa storia ha dell’incredibile.
Una curiosità: hai inviato la lettera via mail/posta o è solo pubblicata qui?
#2 — 17 gennaio 2011, 02:04
L’ho inviata al profilo Facebook del suddetto Speranzon, ma da allora lo ha reso indisponibile al pubblico. Se segui il linkino a GIAP in cima all’articolo puoi trovare altre vie per contattare l’Assessore.
ps: concordo con te su Wu Tang Twain…
#3 — 17 gennaio 2011, 02:09
copiala nei commenti Giap, è molto valida!
#4 — 17 gennaio 2011, 02:09
Eh, che poi gira e rigira si torna lì, la censura ha tante facce.
Passo da Giap, allora…
#5 — 17 gennaio 2011, 12:54
[...] utili: Un articolo del Gazzetino. Un gruppo dedicato all’argomento su aNobii. Un esempio di lettera da inviare a Speranzon. La discussione su Giap. Su Twitter, trovate i tweets relativi segnalati con [...]
#6 — 22 gennaio 2011, 10:41
C’è una grande, grandissima differenza tra quanto proposto da Speranzon e quanto successo a Solženicyn, chi sostiene che Battisti è un perseguitato che deve essere messo in libertà non è altro che un complice di un feroce assassino, mentre Solženicyn combatteva per la libertà del suo paese oppresso dalla dittatura comunista, va da sè che il paragone è fuori luogo.
E poi basta non è stato chiesto nessun rogo di libri e tirare in ballo gli omosessuali non rafforza il vostro pensiero, anzi citare Yukio Mishima e Marguerite Yourcenar significa avvalorare il contrario visto quanto sono cari questi autori ad una certa parte politica.
Questo modo di non affrontare la questione confondendo le acque tirando fuori argomenti che nulla hanno a che vedere con il sostegno all’assassino Battisti ancora oggi ribadito dai firmatari.
Dovreste andare dalle vittime e dai loro parenti a dire le cose che scrivete….VERGOGNA !!!!
#7 — 22 gennaio 2011, 12:44
Oh, finalmente un po’ di polemica!
Allora fatman
“Questo modo di non affrontare la questione confondendo le acque tirando fuori argomenti che nulla hanno a che vedere con il sostegno all’assassino Battisti ancora oggi ribadito dai firmatari.” Questo è assolutamente vero. Peccato che il soggetto sia errato. A confondere la questione è stato Speranzon.
Il punto è proprio che la rimozione dei libri dalle biblioteche (e dalle scuole, ecc…) non deve aver nulla a che vedere con il sostegno dato da chiunque a chicchessia. Per questo non ho fatto accenno al caso Battisti in sé. Vogliamo parlare di Battisti? Bene, dimmi perché questi firmatari hanno torto. Puoi trovare facilmente su internet il testo che hanno firmato. Confutalo. Fallo a pezzi. Benissimo. Sono tutto orecchi.
Ma trattare qualcuno da criminale, solo perché ha espresso un suo convincimento, reprimendo le sue libertà individuali, tra cui non ultima è la sua libertà di espressione, è un comportamento che non è ammissibile in uno Stato democratico.
Voglio farti inoltre notare che dicendo: “chi sostiene che Battisti è un perseguitato che deve essere messo in libertà non è altro che un complice di un feroce assassino” stai accusando queste persone di concorso in omicidio. Alcune delle persone che accusi non erano neanche nate all’epoca dei fatti. Non ti rendi conto da solo dell’assurdità di ciò che sostieni?
Per quanto riguarda i parenti delle vittime… Non ti rispondo nemmeno, vedi sopra.
Veniamo alla questione. Hai ragione quando dici che “non è stato tirato in ballo nessun rogo di libri”, ma cosa ti posso rispondere… Ci mancherebbe altro! Durante una delle discussioni che hanno dato vita alla mobilitazione contro Speranzon (e ora contro Donazzan e altri), mi ero espresso contrariamente all’uso “propagandistico” del termine “rogo di libri”, proprio in previsione di risposte come la tua.
Togliere i libri dalle biblioteche è certo meno grave che bruciarli direttamente. Ma dimmi, una volta che li hai tolti, cosa ne fai? Se li vendi, non hai ottenuto lo scopo (impedire la lettura di quei libri). Allora li tieni a marcire in magazzino? Li butti in un cassonetto? Sarebbe lo stesso che bruciarli. Non vedi dunque che al rogo manca un solo passaggio? Ti sembra una posizione sana quella di essere a solo un passo dal rogo dei libri?
Mettere questo in luce rafforza il mio pensiero. Nominare il rogo dei libri, per quanto esponga a critiche illogiche come la tua, mette in luce la gravità di quanto viene disposto.
Anche chiamare in causa Solženicyn, Mishima e Yourcenar rafforza il mio pensiero, perché mette in luce la contraddittorietà di chi disapprova la persecuzione degli autori che gli vanno a genio – spesso e volentieri, solo in base alle loro idee politiche, non al contenuto dei loro libri – ma si comporta da persecutore contro altri autori. Contraddittorietà che a sua volta mostra la falsità e l’ipocrisia insita nell’aver “caro” qualcuno solo perché ti conviene.